La L.R. 04.01.1993, n. 1 prescrive che ogni Comune deve dotarsi di un proprio Statuto, strumento che attualmente stabilisce le norme fondamentali per il funzionamento e l’organizzazione dell’Ente. Il Comune di Vezzano con deliberazione di Consiglio comunale n. 7 dd. 03/03/1994 ha adottato il suo Statuto, che successivamente, a seguito dell’entrata in vigore dell’elezione diretta del Sindaco venne modificato per la prima volta nel 1995. Le successive modificazioni dell’ordinamento regionale dei Comuni hanno determinato la volontà del Consiglio comunale di procedere alla stesura del nuovo Statuto. scarica il file dello statuto completo [120,47 Kb] Il Comune di Vezzano, vanta un illustre passato, come testimoniano alcuni documenti giunti fino a noi. Nel periodo che va dall’XI al XVIII secolo, il territorio del Comune di Vezzano fece parte del Principato Vescovile di Trento, in cui solo le città maggiori costituivano comuni politici nel senso attuale della parola, mentre gli altri nuclei abitati, denominati, a seconda del luogo, "ville" o "vicinie", provvedevano alle gestione e all’amministrazione dei loro beni, per mezzo delle cosiddette "Regole", adunanze generali dei componenti la "Villa". Le regole periodicamente nominavano il "Regolano" o "Sindaco" o "Rettore", che provvedeva agli affari ordinari. Per fissare le consuetudini, divenute nel tempo regole, vennero istituiti gli Statuti comunali, che erano sottoposti all’approvazione del Principe Vescovo. Gli statuti regolamentavano l’utilizzo dei beni comuni, la difesa delle proprietà private, il comportamento all’interno della comunità e la partecipazione diretta alle responsabilità pubbliche ed avevano pertanto vitale importanza per la comunità. Il frammento più antico di Statuto, conservato a Vezzano è datato 2 aprile 1420. In vari documenti dell’epoca Vezzano era spesso legato a Padergnone ed in un primo tempo anche al “Pedegaza”, che comprendeva i paesi di Ciago, Covelo, Lon, Fraveggio, talora peraltro nominati anche come Ville autonome con propri sindaci. Nel 1527 il Principe Vescovo di Trento, Bernardo Clesio, in segno di gratitudine per la fedeltà dimostratagli durante le guerre rustiche, concesse a Vezzano l’autonomia dal Pedegaza, il titolo di Borgo e lo stemma. Ranzo era incluso nella Pieve del Banale, ma aveva un Sindaco proprio; la Carta di Regola di Ranzo, Giunta fino a noi, fu rinnovata il 17.5.1775. Margone, nel 1491 risultava essere un semplice maso, nel 1585 era una Villa e dipendeva direttamente da Trento; la sua Nuova Carta di Regola è datata 30.5.1708. Nel travagliato periodo storico all’inizio del XIX secolo, Vezzano passò dapprima sotto la sovranità dell'Impero Austriaco, che abolì addirittura le "Regole", quindi sotto il dominio del Governo Bavarese che vi istituì una sede giudiziaria ed infine, con Napoleone, venne aggregato al Dipartimento dell’Alto Adige del Regno Italico, suddiviso amministrativamente in distretti, cantoni e comuni. I comuni più piccoli vennero aggregati in municipi, enti locali corrispondenti agli attuali Comuni, cui venne prescritto uno Statuto generale. Il Municipio di Vezzano era formato dai Comuni di Vezzano, Baselga, Margone e Ranzo e aveva 995 abitanti. I paesi del “Pedegaza” facevano invece parte del Municipio di Terlago. Nel 1814 il crollo dell'Impero Napoleonico portò all'annessione del Trentino all'Austria e alla istituzione a Vezzano di un distretto giudiziario, con competenze anche di carattere politico. Nel 1819 venne approvato il nuovo "Regolamento delle Comuni...”. Tutti i nostri paesi diventarono comuni autonomi tranne Santa Massenza, che fu unito al Comune di Fraveggio. Si alternarono poi fusioni e creazioni di nuovi comuni, senza peraltro variare di molto il numero complessivo degli stessi. Col passaggio del Trentino all’Italia, nel 1920, il distretto di Vezzano assunse il nome di Pretura, che durò fino al 1931 e comprendeva un ampio territorio tra Cadine e Cavedine. La legislazione comunale italiana venne applicata anche alla Provincia di Trento nel 1923 e soppresse tutti gli statuti speciali esistenti. Nel 1926 il regime fascista istituì il Podestà, di nomina governativa, soppresse Consiglio e Giunta ed aggregò i comuni minori. Con Regio Decreto 11/03/1928, n. 603 venne istituito il Comune di Vezzano che comprendeva le frazioni attuali e Padergnone; quest’ultimo nel 1952 divenne comune autonomo. |